E' arrivata finalmente la bella stagione e con sommo gaudio del sottoscritto le cose vanno a meraviglia.
La mia nuova Bici a scatto fissa vola che è una favola, sono perfino riuscito a mantenere il mio impegno con madre natura e andare a lavoro in bicicletta il più possibile (con un risparmio evidente per le mia tasche visto il prezzo del carburante).
Inoltre è giunto il momento di esplorare un pò della mia parte d'Italia con l'ausilio del mitico cavallo d'acciaio, e qui casca l'asino.
sono giorni che cerco invano di avere qualche riferimento sul cicloturismo responsabile in Lombardia-Piemonte e non si trova proprio nulla.
Pare di essere precipitati nel medioevo. Le poche guide a cura di provincia e regioni sembrano dei depliant turistici all'insegna del "quanto sono buono, avete visto che vi ho fatto le ciclabili". scarsissimi riferimenti solo poche righe dove vengono pubblicizzate perloppiù le "ricchezze enogastronomiche" nessun riferimento a condizioni delle strade, mezzi preferibili per percorrerle, punti di assistenza sul tracciato, eventuali camping o osteli per coloro che intendono percorrere la strada...
Nulla!
D'altra parte siamo nel paese del Giro d'Italia, o percorri un territorio in bici a 60 all'ora o manco ti meriti di percorrerlo...
così il cicloturismo diventa una cosa d'élite... un lusso per pochi e attrezzati eletti, rotti ad ogni tipo di sopravvivenza...
Siamo nel paese dell'Automobile, non bisogna assolutamente mettere nella testa della gente che un giro in bici ad una media di 18/20 km all'ora è alla portata di chiunque e può fare passare momenti indimenticabili e scoprire fuori dalla propria porta di casa luoghi stupendi...
Altomilanese in bici
sabato 7 maggio 2011
mercoledì 9 marzo 2011
LE SPERIMENTAZIONI CICLABILI DELLA SIGNORA MORATTI (IN BATMAN)
"I marciapiedi a Milano diventano anche piste ciclabili: per un mese sarà effettuato un esperimento lungo un itinerario che unirà la pista del Naviglio della Martesana a quella di viale Padova"
Come si vede che siamo in campagna elettorale, la magnifica sindaca di Milano, Letizia Moratti (in Batman) si veste da sostenitrice della ciclabilità urbana "inventando" la "sperimentazione" dei marciapiedi condivisi tra ciclisti e pedoni...

Siamo all'apice della gioia... non abbiamo capito che caspita ci sia da sperimentare visto che queste cose esistono già in mezzo mondo (Italia compresa), nemmeno abbiamo capito come mai dopo 5 anni 5 di totale immobilismo solo adesso si cominci a pensare di dare una pitturata a pezzi di mariciapiede, visto che in una vecchia intervista di qualche anno fa Donna Letizia diceva: "La priorità di questa amministrazione è rendere sostenibile la viabilità urbana attraverso l'implementazione delle linee di trasporto pubblico urbano ed extraurbano e soprattutto attraverso lo sviluppo della ciclabilità urbana"... comunque siamo contenti...
Ieri ho provato ad andare a lavoro in bicicletta, da Nerviano a Milano sono 17 chilometri, più che fattibile. ho rischiato la vita almeno 10 volte... magari se la Moratti e gli altri super sindaci dipingessero le loro biciclettine gialle sperimentali anche sulle strade di collegamento mi sentirei più sicuro... (anche se non ho capito come possa una bicicletta disegnata rendere sicuro il ciclista e il pedone)...
Magari sarà per le prossime elezioni.
http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/03/03/news/le_piste_ciclabili_sui_marciapiedi_esperimento_al_via_in_otto_strade-13153585/
Come si vede che siamo in campagna elettorale, la magnifica sindaca di Milano, Letizia Moratti (in Batman) si veste da sostenitrice della ciclabilità urbana "inventando" la "sperimentazione" dei marciapiedi condivisi tra ciclisti e pedoni...

Siamo all'apice della gioia... non abbiamo capito che caspita ci sia da sperimentare visto che queste cose esistono già in mezzo mondo (Italia compresa), nemmeno abbiamo capito come mai dopo 5 anni 5 di totale immobilismo solo adesso si cominci a pensare di dare una pitturata a pezzi di mariciapiede, visto che in una vecchia intervista di qualche anno fa Donna Letizia diceva: "La priorità di questa amministrazione è rendere sostenibile la viabilità urbana attraverso l'implementazione delle linee di trasporto pubblico urbano ed extraurbano e soprattutto attraverso lo sviluppo della ciclabilità urbana"... comunque siamo contenti...
Ieri ho provato ad andare a lavoro in bicicletta, da Nerviano a Milano sono 17 chilometri, più che fattibile. ho rischiato la vita almeno 10 volte... magari se la Moratti e gli altri super sindaci dipingessero le loro biciclettine gialle sperimentali anche sulle strade di collegamento mi sentirei più sicuro... (anche se non ho capito come possa una bicicletta disegnata rendere sicuro il ciclista e il pedone)...
Magari sarà per le prossime elezioni.
http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/03/03/news/le_piste_ciclabili_sui_marciapiedi_esperimento_al_via_in_otto_strade-13153585/
sabato 5 marzo 2011
RICOMINCIARE
Ripartiamo dopo quasi un anno di assenza dalle due ruote e dal ragionamento sullo stato della ciclabilità in Lombardia.
la cosa che mi consola è che, nonostante un'assenza così prolungata tutto funziona come nelle brutte telenovelas, il filo non si perde per il semplice motivo che non è cambiato nulla.
ancora dopo due anni piste ciclabili non se ne vedono, se non ridicole lingue di asfalto delimitato che partono dal nulla e finiscono nel traffico urbano e poco altro.
Con i soldi dell'expò avrebbero dovuto fare le direttrici ciclabili che attraverso Milano avrebbero portato i ciclisti verso l'interland ma nemmeno di questo se ne sente più parlare anche se sicuramente, ora che siamo sotto elezioni le promesse fioccheranno.
noi si aspetta... pazienti ma non troppo...
intanto cercheremo di vigilare e di mostrare un pò di cose che non vanno, e anche le poche che invece vanno... di viaggiare per le nostre strade e di rischiare la pelle, anche se non ne avremmo voglia...
la cosa che mi consola è che, nonostante un'assenza così prolungata tutto funziona come nelle brutte telenovelas, il filo non si perde per il semplice motivo che non è cambiato nulla.
ancora dopo due anni piste ciclabili non se ne vedono, se non ridicole lingue di asfalto delimitato che partono dal nulla e finiscono nel traffico urbano e poco altro.
Con i soldi dell'expò avrebbero dovuto fare le direttrici ciclabili che attraverso Milano avrebbero portato i ciclisti verso l'interland ma nemmeno di questo se ne sente più parlare anche se sicuramente, ora che siamo sotto elezioni le promesse fioccheranno.
noi si aspetta... pazienti ma non troppo...
intanto cercheremo di vigilare e di mostrare un pò di cose che non vanno, e anche le poche che invece vanno... di viaggiare per le nostre strade e di rischiare la pelle, anche se non ne avremmo voglia...
CICLISTI INVESTITI DURANTE CRITICAL MASS 25-02-11
Le immagini che vedete si riferiscono a quanto accaduto a PUERTO ALEGRE il 25 di febbraio scorso.
Un'auto pirata si lancia contro i ciclisti che prendono parte a una critical mass...
L'automobilita sa che probabilmente ucciderà qualcuno, accelera e non ha nessuna idea di fermrsi...
incidenti di questo genere sono molto frequenti durante le cirtical mass ma anche durante altri tipi di manifestazioni ciclistiche.
Un'auto pirata si lancia contro i ciclisti che prendono parte a una critical mass...
L'automobilita sa che probabilmente ucciderà qualcuno, accelera e non ha nessuna idea di fermrsi...
incidenti di questo genere sono molto frequenti durante le cirtical mass ma anche durante altri tipi di manifestazioni ciclistiche.
martedì 20 ottobre 2009
PROBLEMI DI TEMPI
Scartabellando o meglio googleggiando per il web, tempo addietro mi sono imbattuto su un interessantissimo documento così intestato: “La provincia per i comuni. Patto per i cittadini dell’alto milanese: PROTOCOLLO D’INTESA RETE INTEGRATA DI PERCORSI CICLABILI NEI COMUNI DELL’ALTO MILANESE”
19 comuni dell’area tra cui Legnano, Parabiago, Nerviano, Cerro, Rescaldina,… si impegnano nello sviluppo della mobilità ciclabile nell’area di loro competenza con il progetto di una vasta rete sovraccomunale di sviluppo di piste ciclabili e ciclopedonali.
Bellissimo.
Ho solo alcune perplessità: la prima, nel documento firmato dagli amministratori del territorio non si fa alcun riferimento a date di alcun tipo: quando si comincia? con che scadenze? quanti chilometri di ciclabili ogni anno? oltre alla buona volontà dei comuni il cittadino potrebbe così anche controllare la bontà di quanto fatto momento per momento e giudicare se un piano è efficiente o meno. Solo nella pagina web www.portalealtomilanese.it/altomilanese/istituzioni_e_servizi/conferenzaam/Progetto_Piste_Ciclabili.html (che non ha nessun valore vincolante perché non è quella ad essere stata firmata) si cita genericamente l’Anno Santo dell’expo 2015 (che dovrebbe salvare l’intero territorio da tutti i mali) come data entro cui verificare la bontà dei progetti. Ora, sembra che tutti, ma proprio tutti, dai supereroi ai bottegai pensino di usare i soldi dell’expo per fare qualsiasi cosa gli passi, anche solo lontanamente, per la testa. La realtà, avremmo già dovuto capirlo, è che di quattrini, per la grande manifestazione planetaria che farà di Milano la capitale del bla, bla, bla (come se già non lo fosse), ne sono stati stanziati pochissimi e che l’evento sta creando solo caos e marasma istituzionale. Vale la pena ricordare che per lo stanziamento dei primi milioni di euro per fare almeno partire la macchina organizzativa ci sono voluti mesi di risse e che alla fine è arrivato meno di un terzo di quanto richiesto dalla sindaca Moratti e dai suoi.
Lanciarsi come cavallette sui fondi pubblici è lo sport preferito dai pubblici amministratori italici da tempi ormai immemorabili, ma almeno una volta, per dio, ci si lanciava su fondi che c’erano non su fondi che si promettevano… forse.
Seconda perplessità: l’unica cosa effettivamente concreta su cui è stata apposta la firma sul patto è “l’autorizzazione alla costituzione di una segreteria tecnica” che dovrebbe monitorare, promuovere, verificare la fattibilità di alcuni progetti… in parole povere niente di concreto se non la creazione di un ufficio che sarà deputato a pensare a qualche idea su come implementare la fruizione di qualcosa che ancora non c’è.
Il patto è stato firmato in marzo, sul web non ho trovato altri aggiornamenti ma se qualcuno li ha me li mandi.
È ottobre cadono le foglie.
Per verificare quanto detto andate alla pagina indicata sopra e guardatevi i file PDF scaricabili…
Continuiamo a sperare.
19 comuni dell’area tra cui Legnano, Parabiago, Nerviano, Cerro, Rescaldina,… si impegnano nello sviluppo della mobilità ciclabile nell’area di loro competenza con il progetto di una vasta rete sovraccomunale di sviluppo di piste ciclabili e ciclopedonali.
Bellissimo.
Ho solo alcune perplessità: la prima, nel documento firmato dagli amministratori del territorio non si fa alcun riferimento a date di alcun tipo: quando si comincia? con che scadenze? quanti chilometri di ciclabili ogni anno? oltre alla buona volontà dei comuni il cittadino potrebbe così anche controllare la bontà di quanto fatto momento per momento e giudicare se un piano è efficiente o meno. Solo nella pagina web www.portalealtomilanese.it/altomilanese/istituzioni_e_servizi/conferenzaam/Progetto_Piste_Ciclabili.html (che non ha nessun valore vincolante perché non è quella ad essere stata firmata) si cita genericamente l’Anno Santo dell’expo 2015 (che dovrebbe salvare l’intero territorio da tutti i mali) come data entro cui verificare la bontà dei progetti. Ora, sembra che tutti, ma proprio tutti, dai supereroi ai bottegai pensino di usare i soldi dell’expo per fare qualsiasi cosa gli passi, anche solo lontanamente, per la testa. La realtà, avremmo già dovuto capirlo, è che di quattrini, per la grande manifestazione planetaria che farà di Milano la capitale del bla, bla, bla (come se già non lo fosse), ne sono stati stanziati pochissimi e che l’evento sta creando solo caos e marasma istituzionale. Vale la pena ricordare che per lo stanziamento dei primi milioni di euro per fare almeno partire la macchina organizzativa ci sono voluti mesi di risse e che alla fine è arrivato meno di un terzo di quanto richiesto dalla sindaca Moratti e dai suoi.
Lanciarsi come cavallette sui fondi pubblici è lo sport preferito dai pubblici amministratori italici da tempi ormai immemorabili, ma almeno una volta, per dio, ci si lanciava su fondi che c’erano non su fondi che si promettevano… forse.
Seconda perplessità: l’unica cosa effettivamente concreta su cui è stata apposta la firma sul patto è “l’autorizzazione alla costituzione di una segreteria tecnica” che dovrebbe monitorare, promuovere, verificare la fattibilità di alcuni progetti… in parole povere niente di concreto se non la creazione di un ufficio che sarà deputato a pensare a qualche idea su come implementare la fruizione di qualcosa che ancora non c’è.
Il patto è stato firmato in marzo, sul web non ho trovato altri aggiornamenti ma se qualcuno li ha me li mandi.
È ottobre cadono le foglie.
Per verificare quanto detto andate alla pagina indicata sopra e guardatevi i file PDF scaricabili…
Continuiamo a sperare.
All'inizio del Viaggio
20-10-2009
Questo è il primo post di “Altomilanese in Bici” e, credo, sia il caso di spiegare diffusamente quali presupposti siano alla base della sua genesi.
Il territorio dell’alto milanese comprende 50 paesi piccoli e grandi per un totale di circa un milione di abitanti.
Questo territorio, sostanzialmente pianeggiante, con una rete di servizi primari e secondari particolarmente capillare ed estesa è anche uno dei territori maggiormente inquinati e congestionati dal traffico automobilistico della provincia di Milano e della Lombardia.
In tutta l’area del Sempione nelle stagioni invernali si superano quotidianamente i livelli ammessi di PM10 e polveri sottili (fino a tre volte la soglia di attenzione di 50 microgrammi per metro cubo) e il congestionamento del traffico fa si che negli spostamenti medio – brevi (quelli per intendersi che vanno dai 3 ai 9 km) sull’asse del Sempione un automobilista viaggi alla ridicola media di 12 km orari.
In quest’area, date le caratteristiche geografiche e climatiche, esiste un’alternativa ai problemi sopraesposti: l’uso della bicicletta negli spostamenti cittadini diurni.
I motivi che rendono la bicicletta un mezzo vincente sono facili da elencare:
1. La bicicletta non inquina.
2. Per spostamenti in territorio urbano in un raggio di 7 km la bicicletta è notevolmente più veloce dell’auto e di tutti i mezzi a motore, questo anche perché la bicicletta dà la possibilità di scegliere percorsi alternativi che permettono di tagliare i vari percorsi obbligati automobilistici (divieti di accesso, sensi unici, merce obbligate).
3. La bicicletta non pone (almeno potenzialmente) problemi di parcheggio.
4. L’uso massiccio della bicicletta da parte della popolazione decongestionerebbe le arterie automobilistiche del territorio rendendo il traffico residuale (commerciale e di lunga percorrenza) molto più scorrevole e di conseguenza meno inquinante
5. La bicicletta favorisce un approccio diverso al territorio che si abita: più rispettoso e, sotto molti punti di vista, più cosciente.
Naturalmente nessuno è nato ieri e nessuno crede nelle favole (anche se sarebbe bello) e siamo tutti concordi nel dire che tutto questo ragionamento vale solo a fronte di politiche di mobilità sostenibile che siano coerenti ed efficaci. Alcuni paesi del territorio latitano clamorosamente dal punto di vista dello sviluppo ciclabile altri si danno da fare ma in mancanza di un piano coordinato globale spesso gli sforzi sono inconcludenti.
Questo blog vuole indagare e capire, studiare e dare i voti, cercare soluzioni, insieme a chi vorrà leggerlo e commentarlo, cercare il positivo e il negativo e mettere a confronto.
C’è da lavorare, è vero ma… abbiamo voluto la bicicletta e quindi…pedalare!!!!
Questo è il primo post di “Altomilanese in Bici” e, credo, sia il caso di spiegare diffusamente quali presupposti siano alla base della sua genesi.
Il territorio dell’alto milanese comprende 50 paesi piccoli e grandi per un totale di circa un milione di abitanti.
Questo territorio, sostanzialmente pianeggiante, con una rete di servizi primari e secondari particolarmente capillare ed estesa è anche uno dei territori maggiormente inquinati e congestionati dal traffico automobilistico della provincia di Milano e della Lombardia.
In tutta l’area del Sempione nelle stagioni invernali si superano quotidianamente i livelli ammessi di PM10 e polveri sottili (fino a tre volte la soglia di attenzione di 50 microgrammi per metro cubo) e il congestionamento del traffico fa si che negli spostamenti medio – brevi (quelli per intendersi che vanno dai 3 ai 9 km) sull’asse del Sempione un automobilista viaggi alla ridicola media di 12 km orari.
In quest’area, date le caratteristiche geografiche e climatiche, esiste un’alternativa ai problemi sopraesposti: l’uso della bicicletta negli spostamenti cittadini diurni.
I motivi che rendono la bicicletta un mezzo vincente sono facili da elencare:
1. La bicicletta non inquina.
2. Per spostamenti in territorio urbano in un raggio di 7 km la bicicletta è notevolmente più veloce dell’auto e di tutti i mezzi a motore, questo anche perché la bicicletta dà la possibilità di scegliere percorsi alternativi che permettono di tagliare i vari percorsi obbligati automobilistici (divieti di accesso, sensi unici, merce obbligate).
3. La bicicletta non pone (almeno potenzialmente) problemi di parcheggio.
4. L’uso massiccio della bicicletta da parte della popolazione decongestionerebbe le arterie automobilistiche del territorio rendendo il traffico residuale (commerciale e di lunga percorrenza) molto più scorrevole e di conseguenza meno inquinante
5. La bicicletta favorisce un approccio diverso al territorio che si abita: più rispettoso e, sotto molti punti di vista, più cosciente.
Naturalmente nessuno è nato ieri e nessuno crede nelle favole (anche se sarebbe bello) e siamo tutti concordi nel dire che tutto questo ragionamento vale solo a fronte di politiche di mobilità sostenibile che siano coerenti ed efficaci. Alcuni paesi del territorio latitano clamorosamente dal punto di vista dello sviluppo ciclabile altri si danno da fare ma in mancanza di un piano coordinato globale spesso gli sforzi sono inconcludenti.
Questo blog vuole indagare e capire, studiare e dare i voti, cercare soluzioni, insieme a chi vorrà leggerlo e commentarlo, cercare il positivo e il negativo e mettere a confronto.
C’è da lavorare, è vero ma… abbiamo voluto la bicicletta e quindi…pedalare!!!!
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