20-10-2009
Questo è il primo post di “Altomilanese in Bici” e, credo, sia il caso di spiegare diffusamente quali presupposti siano alla base della sua genesi.
Il territorio dell’alto milanese comprende 50 paesi piccoli e grandi per un totale di circa un milione di abitanti.
Questo territorio, sostanzialmente pianeggiante, con una rete di servizi primari e secondari particolarmente capillare ed estesa è anche uno dei territori maggiormente inquinati e congestionati dal traffico automobilistico della provincia di Milano e della Lombardia.
In tutta l’area del Sempione nelle stagioni invernali si superano quotidianamente i livelli ammessi di PM10 e polveri sottili (fino a tre volte la soglia di attenzione di 50 microgrammi per metro cubo) e il congestionamento del traffico fa si che negli spostamenti medio – brevi (quelli per intendersi che vanno dai 3 ai 9 km) sull’asse del Sempione un automobilista viaggi alla ridicola media di 12 km orari.
In quest’area, date le caratteristiche geografiche e climatiche, esiste un’alternativa ai problemi sopraesposti: l’uso della bicicletta negli spostamenti cittadini diurni.
I motivi che rendono la bicicletta un mezzo vincente sono facili da elencare:
1. La bicicletta non inquina.
2. Per spostamenti in territorio urbano in un raggio di 7 km la bicicletta è notevolmente più veloce dell’auto e di tutti i mezzi a motore, questo anche perché la bicicletta dà la possibilità di scegliere percorsi alternativi che permettono di tagliare i vari percorsi obbligati automobilistici (divieti di accesso, sensi unici, merce obbligate).
3. La bicicletta non pone (almeno potenzialmente) problemi di parcheggio.
4. L’uso massiccio della bicicletta da parte della popolazione decongestionerebbe le arterie automobilistiche del territorio rendendo il traffico residuale (commerciale e di lunga percorrenza) molto più scorrevole e di conseguenza meno inquinante
5. La bicicletta favorisce un approccio diverso al territorio che si abita: più rispettoso e, sotto molti punti di vista, più cosciente.
Naturalmente nessuno è nato ieri e nessuno crede nelle favole (anche se sarebbe bello) e siamo tutti concordi nel dire che tutto questo ragionamento vale solo a fronte di politiche di mobilità sostenibile che siano coerenti ed efficaci. Alcuni paesi del territorio latitano clamorosamente dal punto di vista dello sviluppo ciclabile altri si danno da fare ma in mancanza di un piano coordinato globale spesso gli sforzi sono inconcludenti.
Questo blog vuole indagare e capire, studiare e dare i voti, cercare soluzioni, insieme a chi vorrà leggerlo e commentarlo, cercare il positivo e il negativo e mettere a confronto.
C’è da lavorare, è vero ma… abbiamo voluto la bicicletta e quindi…pedalare!!!!
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