martedì 20 ottobre 2009

PROBLEMI DI TEMPI

Scartabellando o meglio googleggiando per il web, tempo addietro mi sono imbattuto su un interessantissimo documento così intestato: “La provincia per i comuni. Patto per i cittadini dell’alto milanese: PROTOCOLLO D’INTESA RETE INTEGRATA DI PERCORSI CICLABILI NEI COMUNI DELL’ALTO MILANESE”
19 comuni dell’area tra cui Legnano, Parabiago, Nerviano, Cerro, Rescaldina,… si impegnano nello sviluppo della mobilità ciclabile nell’area di loro competenza con il progetto di una vasta rete sovraccomunale di sviluppo di piste ciclabili e ciclopedonali.
Bellissimo.
Ho solo alcune perplessità: la prima, nel documento firmato dagli amministratori del territorio non si fa alcun riferimento a date di alcun tipo: quando si comincia? con che scadenze? quanti chilometri di ciclabili ogni anno? oltre alla buona volontà dei comuni il cittadino potrebbe così anche controllare la bontà di quanto fatto momento per momento e giudicare se un piano è efficiente o meno. Solo nella pagina web www.portalealtomilanese.it/altomilanese/istituzioni_e_servizi/conferenzaam/Progetto_Piste_Ciclabili.html (che non ha nessun valore vincolante perché non è quella ad essere stata firmata) si cita genericamente l’Anno Santo dell’expo 2015 (che dovrebbe salvare l’intero territorio da tutti i mali) come data entro cui verificare la bontà dei progetti. Ora, sembra che tutti, ma proprio tutti, dai supereroi ai bottegai pensino di usare i soldi dell’expo per fare qualsiasi cosa gli passi, anche solo lontanamente, per la testa. La realtà, avremmo già dovuto capirlo, è che di quattrini, per la grande manifestazione planetaria che farà di Milano la capitale del bla, bla, bla (come se già non lo fosse), ne sono stati stanziati pochissimi e che l’evento sta creando solo caos e marasma istituzionale. Vale la pena ricordare che per lo stanziamento dei primi milioni di euro per fare almeno partire la macchina organizzativa ci sono voluti mesi di risse e che alla fine è arrivato meno di un terzo di quanto richiesto dalla sindaca Moratti e dai suoi.
Lanciarsi come cavallette sui fondi pubblici è lo sport preferito dai pubblici amministratori italici da tempi ormai immemorabili, ma almeno una volta, per dio, ci si lanciava su fondi che c’erano non su fondi che si promettevano… forse.
Seconda perplessità: l’unica cosa effettivamente concreta su cui è stata apposta la firma sul patto è “l’autorizzazione alla costituzione di una segreteria tecnica” che dovrebbe monitorare, promuovere, verificare la fattibilità di alcuni progetti… in parole povere niente di concreto se non la creazione di un ufficio che sarà deputato a pensare a qualche idea su come implementare la fruizione di qualcosa che ancora non c’è.
Il patto è stato firmato in marzo, sul web non ho trovato altri aggiornamenti ma se qualcuno li ha me li mandi.
È ottobre cadono le foglie.
Per verificare quanto detto andate alla pagina indicata sopra e guardatevi i file PDF scaricabili…
Continuiamo a sperare.

All'inizio del Viaggio

20-10-2009

Questo è il primo post di “Altomilanese in Bici” e, credo, sia il caso di spiegare diffusamente quali presupposti siano alla base della sua genesi.
Il territorio dell’alto milanese comprende 50 paesi piccoli e grandi per un totale di circa un milione di abitanti.
Questo territorio, sostanzialmente pianeggiante, con una rete di servizi primari e secondari particolarmente capillare ed estesa è anche uno dei territori maggiormente inquinati e congestionati dal traffico automobilistico della provincia di Milano e della Lombardia.
In tutta l’area del Sempione nelle stagioni invernali si superano quotidianamente i livelli ammessi di PM10 e polveri sottili (fino a tre volte la soglia di attenzione di 50 microgrammi per metro cubo) e il congestionamento del traffico fa si che negli spostamenti medio – brevi (quelli per intendersi che vanno dai 3 ai 9 km) sull’asse del Sempione un automobilista viaggi alla ridicola media di 12 km orari.
In quest’area, date le caratteristiche geografiche e climatiche, esiste un’alternativa ai problemi sopraesposti: l’uso della bicicletta negli spostamenti cittadini diurni.
I motivi che rendono la bicicletta un mezzo vincente sono facili da elencare:
1. La bicicletta non inquina.
2. Per spostamenti in territorio urbano in un raggio di 7 km la bicicletta è notevolmente più veloce dell’auto e di tutti i mezzi a motore, questo anche perché la bicicletta dà la possibilità di scegliere percorsi alternativi che permettono di tagliare i vari percorsi obbligati automobilistici (divieti di accesso, sensi unici, merce obbligate).
3. La bicicletta non pone (almeno potenzialmente) problemi di parcheggio.
4. L’uso massiccio della bicicletta da parte della popolazione decongestionerebbe le arterie automobilistiche del territorio rendendo il traffico residuale (commerciale e di lunga percorrenza) molto più scorrevole e di conseguenza meno inquinante
5. La bicicletta favorisce un approccio diverso al territorio che si abita: più rispettoso e, sotto molti punti di vista, più cosciente.

Naturalmente nessuno è nato ieri e nessuno crede nelle favole (anche se sarebbe bello) e siamo tutti concordi nel dire che tutto questo ragionamento vale solo a fronte di politiche di mobilità sostenibile che siano coerenti ed efficaci. Alcuni paesi del territorio latitano clamorosamente dal punto di vista dello sviluppo ciclabile altri si danno da fare ma in mancanza di un piano coordinato globale spesso gli sforzi sono inconcludenti.
Questo blog vuole indagare e capire, studiare e dare i voti, cercare soluzioni, insieme a chi vorrà leggerlo e commentarlo, cercare il positivo e il negativo e mettere a confronto.
C’è da lavorare, è vero ma… abbiamo voluto la bicicletta e quindi…pedalare!!!!